martedì 9 giugno 2026

Sentirsi fuori posto

 In genere i parchi non sono il mio habitat, è come se la gente fosse ipnotizzata dalla natura attorno e non mi vedesse, o mi considerasse al pari di uno scoiattolo in chissà cosa affaccendato. Ma da un mesetto mi sono trasferito a pochi passi dall'ingresso principale di Villa Ada e che faccio: non mi concedo un nuovo tentativo? 
 Mi ci sono messo e insomma, non benissimo, la sensazione di essere un elefante in uno zoo alpino. Per fortuna ci sono i bambini, che forse non hanno ancora perso il terzo occhio e il sesto senso. Si avvicina questa moretta con la coda, le regalo la storia di Bingo Bongo. Lei si appiccica alla mamma e chiede se ci sia sotto qualcosa, se c'entri lei, non può essere vero. 
 La mamma mi spiega che Benedetta ama scrivere racconti coi giochi di suoni e di parole, Benedetta a cui ho regalato una storiella tutta in B; dico a entrambe che magari il mio tautogramma oggi è arrivato esattamente dove doveva arrivare. E di colpo è scomparso il tempo in cui mi sono sentito fuori posto.

giovedì 19 marzo 2026

Mio padre è morto

 Mio padre è morto dieci giorni fa. Per me era uno sconosciuto, o quasi. Io per lui però significavo qualcosa, almeno stando a quello che mi ha detto mio cugino al telefono lunedì scorso. 

 Nel 1999 sono stato per la prima volta a casa di mio padre, sui colli bolognesi; due foto mi hanno abbastanza inquietato. In una c'era Mussolini, nella seconda c'era un bambino. Era una gigantografia, occupava un'intera parete. Quel bambino ero io. 

 Ai saluti mi ha detto: Adesso il mio telefono ce l'hai, tocca a te fare la prossima mossa. 

 I giorni successivi ci ho pensato, indeciso. Ci ho pensato e ripensato. Ho deciso che avevo più da perdere che da guadagnare nel conoscere meglio quell'uomo eccessivamente sicuro di sé, eccessivamente amante dell'alcol, eccessivamente instabile. Non gli ho scritto né mai gli ho telefonato.

 Si è rifatto vivo lui nel 2013, su Facebook. Ho accettato la sua richiesta di amicizia ma senza dargli corda quando commentava i miei post, mi limitavo a risposte neutre. Qualche mese dopo, dal nulla mi ha scritto un messaggio: fanculo. Mi ha tolto l'amicizia e non l'ho più sentito per un pezzo.

 Si è rifatto vivo sempre su Facebook nel 2020, mi ha detto che erano i suoi ultimi anni e voleva vedermi. Non ho risposto. Ci ha riprovato nel 2021, non ho risposto. 

 Oggi ho dovuto firmare il consenso alla sua cremazione, in quanto parente più prossimo. Mio cugino mi ha detto che parlava spesso di me, anzi: parlava sempre di me quando era ubriaco. 

 So che ho fatto bene a non dargli corda, ma so che questo dice esattamente che persona sono. E non so perché non riesco a essere diverso da così.

giovedì 19 febbraio 2026

Matite colorate

 Una cosina, ma la giornata inizia con un briciolo di colore in più da quando hanno disegnato matite sulla scalinata che porta nella scuola in cui insegno. Ieri una mia classe ha brontolato dopo avere letto il testo del compito di storia, solo perché era qualcosa di diverso, che richiedeva di esprimere un giudizio personale sulle scelte prese dalla Germania nella Prima Guerra Mondiale; poi ho visto il solito impegno e mi piace pensare che la nuova formula non sia dispiaciuta, anzi.