Sabato tornerò per strada, intanto vi saluto con uno degli ultimi bei ricordi di Cesare, prima che fosse accoltellato il 15 marzo 44 a.C.
Condottiero carismatico, calvo, condusse campagne che causarono carneficine. Compose commentari con cui circostanziò conflitti cruciali, creò codici cifrati, canzonette.
Collaborò costantemente con Crasso.
Congiunto con Cossuzia, Cornelia Cinna, Calpurnia; collezionava concubine con cui consumare calorosissimi confronti corporali.
Conobbe Cleopatra. Ciò comportò conseguenze che cambiarono, confusero Cesare.
– Calmati.
– Calmarmi? – chiese Cesare con curiosità.
Comodamente coricata, Cleopatra civettava come cuccioletti che commuovono chi colma ciotole con cibo: – Copulare costa.
– Cara, chiariscimi cosa cerchi.
– Cedimi cento cavalli.
– Considerali consegnati.
– Comprami cinque case – continuò Cleopatra carezzandolo, – ciascuna col cortile, così Cesarione correrà contento.
– Concesso.
– Chinati.
Ciucciando capezzoli, Cesare constatò che certi capricci compromettono capitali cospicui. “Comunque”, concluse, “cose che capitano”.
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