Sabato sono tornato in Piazza dei Re di Roma, col passo da sciacallo in cerca di cadaveri. L'ho trovato in Via Appia Nuova, subito prima di Sapori e Parole. Un locale sfitto di fronte a cui mettermi senza intralciare, perfetto. Mi sono posizionato e ho ritrovato quell'accoglienza che ha sempre contraddistinto, almeno nei miei confronti, questa zona. L'ultimo ad avvicinarmisi è Enzo, giurista eclettico. In realtà era già venuto da me un'ora prima: aveva due gelati in mano e li stava portando a casa, ci siamo scambiati due chiacchiere e gli ho regalato un tautogramma. Stop. Si è ripresentato poco prima che sbaraccassi.
Ehi, fortuna che ci sei ancora. Abbiamo letto il tuo racconto, io e mia figlia. Poi lei ti ha cercato in rete e abbiamo visto cos'hai fatto in questi anni.
Ho fatto anche cose buone?
Sì, ridacchia. Ecco perché sono qui: voglio un libro.
Insomma, Enzo si accuccia e sfoglia, alla fine sceglie il Drago. Glielo firmo e lui dice che si augura di rivedermi, non sarebbe male se diventassi un amico del quartiere.
Però un consiglio: appiccica sulla vetrina un cartello, un foglio in cui sintetizzi che fai.
Ma non sarebbe affissione abusiva?
Stacchi tutto appena vedi un vigile.
Alla brutta mi difendi tu in tribunale.
Affare fatto, amico del quartiere.
mercoledì 14 settembre 2022
Amico del quartiere
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