venerdì 4 novembre 2022

La sera di Halloween

 La sera di Halloween mi piazzo in Via Appia Nuova. Quattro bambini quasi mi calpestano i libri, a salvarmi è un papà, che poi dice loro di regalarmi un dolcetto. Mi arrivano un cioccolatino e una caramella alla fragola. Verso le 19 si avvicina un tipo occhialuto sulla sessantina, si chiama Giancarlo e mi chiede a cosa serve quello che faccio, glielo spiego. Mi dice di essere la mente matematica migliore di questo secolo, di avere lavorato al Pentagono e di avere una fidanzata giovanissima. Giovanissima, ripete mettendo il viso di traverso. Mi dice che presto andrà in Tv e ha pensato a una metafora per spiegare ciò che ha inventato. Me la racconta, ha a che fare col linguaggio amoroso, l'ha pensata per spiegare la sua invenzione alla fidanzata giovanissima, altrimenti non capirebbe. Gli dico che la metafora non funziona e gliene spiego il motivo. Lui insiste, mi invita a pensarci meglio; io gli spiego meglio cosa c'è di sbagliato nella metafora e lui si scalda. Nel frattempo non si schioda, gli dico che vorrei riprendere a scrivere. A lui si stropiccia la faccia: Pensavo che ti facesse piacere parlare con me. Sì, dico, però abbiamo parlato abbastanza. Lui prende il foglio che gli ho regalato e lo fa a pezzi, davanti a me. Giancarlo con la fidanzata giovanissima è senza dubbio la maschera di Halloween più disturbante che potessi incontrare.

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