Sabato in Via Appia Nuova si è fermata Anna, mi si è proprio seduta accanto. Era un po' giù, perché non è stata presa al dottorato. Ha chiesto, a me e a sé stessa, se non fosse il caso di dare più spazio alla sua creatività. Crea installazioni, vorrebbe esibirle e magari potrebbe farlo per strada. Però ha paura dei giudizi.
Scommetto che molti, mi dice, non capiscono ciò che fai. Insomma: ti guardano strano o non ti guardano affatto.
Capita, sì.
E non ti mette... boh, tristezza?
Chi mi ignora è ignorante, no?
Anna sorride e annuisce. Però io mi sentirei disprezzata.
Tu sei qui, ti sei fermata, hai mostrato interesse per ciò che faccio. Bastano pochi incontri per cancellare tutti i precedenti sguardi storti o non sguardi.
Anna sospira e guarda avanti.
Non so cosa farà, ma spero che osi: non se ne pentirà.
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